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La democrazia intollerante dei moderni stati etici

di ghinetto (06/03/2007 - 21:39)

La democrazia intollerante dei moderni stati etici
di Giuseppe Ghini
Libero, 1.3.2007

Cosa sta succedendo nel Parlamento britannico, culla della democrazia occidentale? Perché mai Tony Blair ha messo alle strette le agenzie che si occupano di adozione internazionale obbligandole a scegliere tra accettare le coppie gay oppure chiudere bottega?
Tutto nasce dall’Equality Act, un disegno di legge della Commissione Uguaglianza e Diritti Umani del Parlamento britannico che intende eliminare ogni residua discriminazione sulla base della religione e dell’orientamento sessuale attuando fino in fondo il rispetto dei Diritti umani e delle Uguali opportunità. Tuttavia, come spesso accade, nata per porre fine alle discriminazioni di un certo tipo, questa legge mette in atto altre discriminazioni. Il primo esito dell’Equality Act, infatti, sarà che le agenzie per l’adozione che si rifiutano di prestare i propri servizi anche alle coppie gay saranno costrette a chiudere. Lo Stato etico moderno creatore della morale non tollera che qualcuno si “chiami fuori” da quella morale, che invochi una sorta di obiezione di coscienza.
Breve riassunto della vicenda. La maggior parte delle coppie che decidono di intraprendere il lungo e complesso cammino dell’adozione vorrebbe un neonato; ma neonati adottabili, nei paesi occidentali, da tempo, in pratica, non ce ne sono. Per questo motivo, e fors’anche timidamente spinte dalla solidarietà verso popoli e bambini più disagiati, tante coppie si orientano verso l’adozione internazionale. In assenza di strutture statali adeguate si rivolgono a chi ha contatti con orfanotrofi e ospedali pediatrici all’estero; spesso le prime agenzie attive in questo settore sono istituti religiosi dalla specifica vocazione assistenziale (chi non conosce bambini indiani adottati in Italia grazie alle Suore Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta?). Accanto a persone oneste e affidabili, il vasto campo dell’adozione internazionale va presto popolandosi di figure ambigue, mediatori senza scrupoli mossi da fini di lucro: in pratica, commercio di bambini. È per evitare questo traffico vergognoso che, nel 1993, i rappresentanti di diversi stati si riuniscono all’Aja e adottano una Convenzione sui diritti dei minori (l’Italia mette in atto le misure della Convenzione nel 1998). Tra gli impegni assunti con la firma della Convenzione c’è l’obbligo di istituire una Commissione statale per il coordinamento con le autorità centrali degli altri Stati e il rilascio dell’autorizzazione alle agenzie che  gestiscono le pratiche di adozione internazionale. Dal 1998 la via per le adozioni internazionali (legali) in Italia passa attraverso agenzie autorizzate. Tra queste, ovviamente, ci sono anche le Suore Missionarie della Carità la cui attività a favore dell’adozione internazionale è iniziata ben prima che lo Stato italiano legiferasse in materia.
Ora l’Equality Act di Tony Blair vorrebbe imporre alle Suore Missionarie della Carità di accogliere come genitori adottivi anche le coppie gay. Per continuare a ricevere l’autorizzazione ad operare nell’ambito dell’adozione internazionale l’Equality Act prevede che un’agenzia non discrimini sulla base della religione e dell’orientamento sessuale. Non sono previste deroghe od eccezioni: tutti devono adeguarsi. L’unica concessione è che le agenzie “dissidenti” – si tratta in gran parte di agenzie di ispirazione cattolica - avranno tempo fino alla fine del 2008, prima di essere obbligate ad accogliere anche le coppie omosessuali come genitori adottivi. Fino ad allora potranno dirottare le coppie omosessuali alle altre agenzie disponibili ad accettarle. Dopo, è presumibile, queste agenzie “dissidenti” saranno costrette a chiudere per non venire meno ai loro valori. Ecco l’esito totalitario di una legge nata per evitare discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e della scelta religiosa. Discriminazione che viene evitata per quanto riguarda le coppie gay, ma che viene anzi introdotta per le agenzie di ispirazione cattolica.
La soluzione transitoria, in effetti, solleva il velo sull’intera questione. Il punto nodale dell’intera questione non sta nel rispetto del diritto soggettivo delle coppie gay ad adottare bambini. Tale diritto – riconosciuto in Gran Bretagna – sarebbe già garantito dall’esistenza di agenzie disponibili a tale tipo di adozione. La questione è che lo stato democratico totalitario non ammette che qualcuno non si adegui alla sua visione etica. Le Suore Missionarie della Carità hanno l’obbligo di adeguarsi. Questo è il vero problema, l’omologazione alle norme stabilite dallo stato, non quello di garantire alle coppie gay il loro diritto. È talmente cogente, tale obbligo, che non si riconosce alle agenzie “dissidenti” un loro diritto a rifiutare l’adozione alle coppie gay, a “chiamarsi fuori” (to opt out, è il termine inglese utilizzato dalle agenzie). L’adozione gay deve essere obbligatoria per tutti!

Naturalmente, la soluzione Blair ha perso completamente di vista il bene dei bambini: anzi, non è neppure lecito chiedere se la chiusura delle agenzie di ispirazione cattolica è utile all’adozione internazionale dei bambini. Al contrario: è ben noto che le agenzie di adozione internazionale cattoliche sono spesso realmente spinte da fini morali e solidaristici, e che questo abbatte decisamente i costi dell’operazione. Come afferma nella sua storia di adozione internazionale un giornalista dell’Unità, «i costi delle Missionarie della Carità sono talmente contenuti da consentire anche a chi è meno abbiente di diventare genitore adottivo, un’impresa in genere piuttosto costosa». L’esito sarà dunque che, chiuse le agenzie di ispirazione cattolica, molti meno bambini saranno adottati e molte coppie “meno abbienti” si vedranno impedita l’adozione. Oltre alla discriminazione religiosa, l’Equality Act introdurrà pertanto di fatto una nuova discriminazione, questa volta su base economica. Molte meno coppie “non abbienti” potranno adottare bambini, molti meno bambini riceveranno una famiglia; in compenso, alcuni di quei fortunati andranno in famiglie gay.

Tag: Adozione,internazionale

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