Marzo 2007

DLMM GVS
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Tag

Ultimi commenti

Ultimi post

Diffondi i contenuti

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Marzo 2007
Pagine:

Il senso dell'onore di Zidane - l'arcaico

di ghinetto (28/03/2007 - 23:25)

Il senso dell'onore di Zidane - l'arcaico
di Giuseppe Ghini
La Voce di Romagna, 14.7.2006

C’è qualcosa di arcaico nella testata di Zidane a Materazzi, e ancor più nell’intervista rilasciata dal capitano della Nazionale francese per spiegare il suo gesto. Incalzato dal giornalista, Zidane ha riferito di “parole molto dure, che [Materazzi] ha ripetuto più volte e che sono più dure dei gesti. Tutto è avvenuto molto in fretta – ha proseguito Zidane - non ho riflettuto. Sono delle parole che mi colpiscono profondamente, delle cose molto personali che hanno toccato mia mamma, mia sorella, parole che toccano le donne della mia famiglia. E io sono prima di tutto un uomo. Preferivo prendermi un cazzotto in faccia che ascoltare quelle parole. Le ho sopportate una volta, due volte. Alla terza volta ho reagito e chiaramente non è un gesto da fare. Mi scuso con tutti i bambini e anche con gli educatori che si occupano dei bambini”. Zidane si è ripetutamente scusato ma, quando il giornalista gli ha chiesto se fosse pentito, ha aggiunto: “Non posso rimpiangere il mio gesto, perché se no direi che [Materazzi] aveva ragione a dire tutto quello che ha detto. Mi scuso con tutti i bambini perché sono gesti che non sono tollerabili, ma rinnegare questo gesto non posso: sarebbe come dare ragione [a Materazzi] per quello che ha detto. Ma non ha ragione”.

Sì, c’è qualcosa di arcaico in questo personaggio che col tono più sommesso afferma di essere stato praticamente obbligato a dare a Materazzi quella testata. Qualcosa che non ha a che fare con la raffinata cultura francese, ma che affonda le sue radici nella cultura algerina di cui Zinedine Yazid Zidane è comunque figlio. Non a caso, alla domanda del giornalista “Lo rifarebbe?”, Zidane ha detto “non posso rinnegare questo gesto”. Troppo difficile spiegare alla platea francese che sotto un cervello francese batte nel petto di Zizou un cuore algerino (“non ho riflettuto”, ha detto infatti il giocatore). Nella loro politica volta ad un’assimilazione assoluta, i Francesi dimenticano volentieri che Zidane ha doppio passaporto e che è stato scartato a suo tempo dal selezionatore della Nazionale Algerina (un genio, evidentemente); dimenticano che, per parlare solo dei giocatori della finale, Malouda è della Guyana, Trezeguet franco-argentino, Gallas e Thuram vengono dalla Guadalupa, Vieira dal Senegal, Makelele dallo Zaire, Henry dalla Martinica e molti altri sono figli di immigrati. Insomma, volenti o nolenti questi giocatori riflettono una doppia cultura, in cui alla razionalità tutta francese si accompagna spesso una logica diversa, più arcaica, ancestrale.
Nella testata di Zidane e ancor più, ripeto, nella sua giustificazione si rivela una difesa dell’onore che la società francese ha ormai – modernamente – delegato esclusivamente allo Stato. È lo Stato tramite i suoi organi che siede in tribunale, che premia e condanna, ma che, soprattutto, non tollera che nessuno gli si sostituisca facendosi giustizia da sé. La testata di Zidane, invece, va di pari passo con l’affermazione della madre che ha chiesto “i coglioni di Materazzi”. Anche qui, evidentemente, la giustizia dello Stato francese non viene neppure presa in considerazione; quella che troviamo è invece la richiesta di una mamma offesa nell’onore e l’obbligo imprescindibile per il figlio di difendere la buona reputazione dell’intera famiglia. Logiche diverse si scontrano nelle piazze e nelle scuole francesi, e si scontrano anche nel petto del pacato Zidane. Giudicato con logica occidentale, puramente francese, lo si dovrebbe dichiarare matto, follemente irascibile. E invece, per capire quel gesto, occorre scendere più in profondità, in una cultura che fa leva sull’ira (sull’ira “giusta”) per dar luogo ad una difesa dell’onore familiare. Non a caso, anche il Codice Penale italiano fino a pochi decenni fa, dichiarando la specificità del “delitto d’onore” all’articolo 587, riduceva la pena a “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre l’illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia”.
Poco francese, molto algerina, la testata di Zidane è retaggio di un’ira e di un senso dell’onore premoderno nella simbolica battaglia sul campo di calcio. Questo andrebbe spiegato ai ragazzi delle banlieu di tutta la Francia come pure agli intellettuali dei salotti di Parigi dispiaciuti e arrabbiati contro il loro idolo.

Tag: Zidane

Vota questo post