Passerina da viaggio
Passerina da viaggio
Giuseppe Ghini
La Voce di Romagna, 28 agosto 2009
La scena: uno dei pochi “quattro stelle” non lontano dal Passo del Brennero, con una bellissima piscina interna ed esterna utilizzabile anche da chi prende solo un caffé al bar dell’albergo. Un sacco di gente, famiglie, bambini di tutte le età che passano dal prato alla piscina, dal minigolf al campo di beach volley. Intorno – lo splendido panorama delle Alpi Breonie, confine con l’Austria.
Nel bagno degli uomini (e perciò anche dei bambini) – la sorpresa. Oltre al solito distributore di profilattici, ce n’è un altro, mai visto. La scritta sulla macchina, però, lascia poco spazio ai dubbi: «Travel pussy» - «Passerina da viaggio». E per i germanofoni c’è un surplus di spiegazione: «die künstliche Vagina» - «vagina artificiale».
Misericordia! Dove siamo finiti…
Ma le donne – mi chiedo – come fanno a sopportare degli uomini così?!? Come fanno a tollerare questi uomini incontinenti, che lontano dalla moglie o dalla compagna, si «devono» consolare con una «passerina da viaggio»?
Che cosa spiegheranno i babbi che frequentano il lussuoso “quattro stelle” ai figlioletti che accompagnano nella toilette? Gli diranno forse: «Sai, quando la mamma è lontana…».
Non so, non voglio sapere nulla di più di questa ennesima autogiustificazione maschile, di questo sdoganamento anglo-tedesco della masturbazione.
Qualcuno dirà: ma è un fenomeno che è sempre esistito, è una cosa molto diffusa.
E allora?
Anche fumare le sigarette è fenomeno antico e diffuso; questo non ci impedisce di fare addirittura leggi che ne impediscono la vendita a chi ha meno di 16 anni.
Bere alcol è un fenomeno anche più antico e anche più diffuso; questo non ci impedisce di sanzionarlo con una legislazione che in alcuni stati è particolarmente severa e con una riprovazione sociale che con un certo allarme si vede attenuarsi.
E invece la ricerca del piacere sessuale al di fuori di una relazione sessuale passa così, allegramente, come qualcosa di diffuso e dunque di giustificabile. Nessuno ha niente da ridire, nessuno ne indica la contraddizione con la finalità della sessualità umana. Anzi, ti mettono la passerina da viaggio nei bagni dell’albergo, dell’aeroporto.
Ma voi, donne, non avete niente da dire? Vi va bene così? È questa la sessualità a cui aspirate?
Non pensate, almeno voi, che la sessualità debba essere vissuta in un contesto di vero amore, dove si attua un’autentica donazione reciproca?
Non credete che sia il caso di fare un’incursione nei bagni dei maschi e di buttare via i distributori di «travel pussy»?
Non credete che sia il caso di obbligare questi autentici animali che a volte sanno essere gli uomini ad un uso della sessualità più umano, capace di attendere quando si deve attendere, capace di rinunciare quando è il caso, capace amare con verità e intensità sempre?
Non credete, almeno voi, che amare significhi volere il bene dell’altro e che la sessualità sia da vivere all’interno di questo amore e non da soli, in patetica compagnia di una passerina da viaggio?
Mi appello a voi, donne: ribellatevi, ribellatevi, ribellatevi. 
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