Tecniche per sopravvivere al vuoto
Tecniche per sopravvivere al vuoto
di Giuseppe Ghini
La Voce di Romagna, 10.2.2006
Libby Rees è una ragazzina inglese di V elementare, i cui genitori hanno divorziato 3 anni fa. Straordinariamente matura per la sua età, Libby ha “elaborato” il dolore provocato da quell’avvenimento annotando col tempo degli “appunti di sopravvivenza”. A un certo punto, strappato uno scettico consenso alla madre, la ragazzina ha raccolto i suoi appunti e li ha spediti ad alcuni editori. Pochi giorni dopo la spedizione, la Aultbea Publishing, una casa editrice scozzese, ha contattato Libby e le ha offerto un viaggio in aereo a Inverness per farle sottoscrivere un contratto. Il libro di Libby Rees, stampato pochi mesi fa col titolo “Help, Hope and Happiness” (Aiuto, Speranza e Felicità), è ora sulla mia scrivania.
È diviso in brevi capitoletti che riassumono le “tecniche” di sopravvivenza sperimentate e consigliate dalla ragazzina: “Prenditi una pausa”; “Aiutati con una frase divertente”; “Pensa positivo anche nella situazione peggiore. Guardati allo specchio di mattina e ripeti per 5 volte: ‘Ogni giorno va meglio!’. Fa’ così e comincerai a essere più positivo riguardo alla tua vita”; “Cerca qualcosa che temi e supera questa piccola paura: ti aiuterà nelle sfide più grandi e ti farà capire che sei dotato di forza interiore”; “Riesamina la tua settimana e programma quella successiva sulla base di questo riesame”; “Cerca un posto solitario e tira fuori tutta la tua rabbia: urla, batti i piedi, getta lontano delle pietre. Dopo, ti sentirai molto più calmo”; “Iscriviti a un club”; “Dedicati a un progetto”; “Fai sport”; “Metti ordine nella tua camera, nella tua cartella e nel tuo astuccio: sarai pronto per un nuovo inizio”; “Fai uno sforzo per essere gentile con le persone che ti stanno accanto”; “Adotta un cane o un gatto; se non puoi farlo da solo, condividilo con qualcun altro”; “Impara a cucinare qualcosa di buono”; “Cerca nella tua collezione musicale e trova qualche canzone associata a bei ricordi”; “Cerca conforto negli amici”; “Guarda un film commovente”…
Una nota dell’editore sottolinea “la straordinaria profondità che l’autore dimostra nel confrontarsi con i problemi del bambino medio di oggigiorno”; e, analogamente, gli articoli che hanno accompagnato l’uscita del libro hanno sottolineato la maturità di Libby, la sua avventura di scrittore in erba, i suoi programmi futuri (ha già contratti per altri due testi).
Che tristezza… Noi adulti creiamo un mondo di sofferenze per i nostri figli, li obblighiamo ad adottare delle tecniche che suppliscano al vuoto prodotto dalle nostre mancanze di fedeltà, di lealtà, ai nostri divorzi. E poi ci mettiamo a posto la coscienza considerando quanto sono bravi questi nostri figli a sopravvivere! Quanto sono bravi e maturi: riescono addirittura a trasformare il dolore in fonte di guadagno!
Invece di trovare in noi il sostegno per dare un senso alla loro vita, i nostri figli si trovano a scimmiottare le tecniche con cui noi nascondiamo la nostra incapacità di dare un senso alla nostra vita: vuoti noi e vuoti loro.
Aveva ragione Thomas S. Eliot: Noi siamo gli uomini vuoti/ Siamo gli uomini impagliati / Che appoggiano l'un l'altro / La testa piena di paglia. Ahimè! / Le nostre voci secche, quando noi / Bisbigliamo insieme / Sono quiete e senza senso / Come vento nell'erba rinsecchita.



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