Vecchi, Viagra e prostitutke
Vecchi, Viagra e prostitutke
di Giuseppe Ghini
La Voce di Romagna, 10 ottobre 2008
Entro in un Ortofrutta, a Faenza, giusto in tempo per sentire la conclusione del dialogo tra un vecchio e la negoziante. Lei – bei tratti, viso aperto da imprenditrice romagnola – gli fa: “È pur ancora una bella donna, tua moglie…”. Lui – vecchio, tarchiato, capello rossiccio tinto – storce il naso e con aria che vuol essere birichina, tira fuori il cellulare e glielo apre davanti:
“Qvesta sì cl’ è ‘na bela dona!” (Questa sì che è una bella donna). La fruttivendola guarda lo schermo del telefonino sorpresa: “Ma se avrà vent’anni!”. “Venticinque” – replica lui orgoglioso; prende su il resto e se ne va. La negoziante mi guarda ancora incredula, scuote la testa e si rivolge a me: “Con ‘sto viagra, ‘sti vecc gli a tott pers la testa” (Con questo Viagra, questi vecchi hanno tutti perso la testa).
È vero. Nel momento in cui, come spiegano gli psicologi, i rapporti tra marito e moglie dovrebbero fare un salto di qualità, perdendo anche quell’ultima punta di egoismo, di interesse personale che è insita nell’attrazione sessuale, ‘sti uomini passano al Viagra.
Invece di lasciarsi guidare dai ritmi della natura ed elevare il loro rapporto d’amore a un livello basato più sulla tenerezza che sul sesso, regrediscono a una psicologia adolescenziale: tornano come quando avevano sedici anni a guardarsi allo specchio, si tingono i capelli, si profumano, si impomatano. Tornano, come adolescenti in calore, a ragionare con la patta dei pantaloni.
Poi arriva una supertopolona dall’Europa dell’Est, una di quelle che le donne definiscono “volgari” e gli uomini invece “appariscente”; gli fa due giri intorno sculettando e quelli perdono la testa, lasciano moglie e figli e scoprono una nuova gioventù. 
“Non sono poi da buttare, se piaccio alla topolona” – dice tra sé il gonzo. I titolari dei centri di estetica li aspettano al varco, questi vecchi ingenui. Il romagnolo ruvido che per tutta la vita ha questionato con la moglie per i prezzi della parrucchiera entra un po’ titubante nel Centro Estetico. Dopo pochi minuti, però, è già steso su un lettino, con gli occhi chiusi e una musica rilassante in sottofondo. Il programma di ringiovanimento che gli è costato una fortuna prevede, nell’ordine: massaggio ayurvedico per levigare e dare tonicità alla pelle, epilazione di schiena e spalle, tintura di capelli, sopracciglia e peli del petto, pulizia viso, manicure, pedicure e una leggera doccia abbronzante. “Uscirai come nuovo” – dice il suo nuovo amico, il simpatico estetista. Fuori, la topolona attende impaziente.
Passano un po’ di mesi, neanche troppi. Lui spende una fortuna per il Centro Estetico, per la vecchia famiglia, ma soprattutto per la topolona. Se va bene, lei si fa intestare qualcosa e lo lascia per coetanei che non hanno bisogno del Viagra. E lui, se ha senno in zucca e riesce a vincere l’orgoglio e la vergogna, torna dalla moglie, chiede scusa alla famiglia, salda l’estetista e butta il Viagra.
Se va male, altro che epilazione: ci pensa la topolona a fargli pelo e contropelo! Lui divorzia, si risposa, intesta casa e proprietà alla nuova fiamma, e dopo un po’ il gonzo romagnolo si ritrova solo e al verde.
Un mio collega mi ha presentato una volta la sua “fidanzata”: lui, filologo appassito sui libri, 1.60, a due anni dalla pensione (i professori universitari vanno in pensione a 70 anni); lei, trentenne, 1.80, bionda prorompente. Bella coppia, indubbiamente… Lui - l’innamorato patetico tutte premure e regalini; lei – l’amata bellissima, capricciosa e dispotica. Considerate le premesse, è durata molto: due anni. Quando la bionda l’ha lasciato, lui era pulito come un bambino appena nato. Adesso la pensione non gli basta per pagarle gli alimenti ed è tornato a lavorare.
Qual è la definizione giusta per queste supertopolone che vengono dall’Est? Calma. Non dobbiamo generalizzare, naturalmente. Dall’Europa dell’Est vengono in Italia ottime persone, carpentieri con una grande esperienza, badanti di assoluta affidabilità, idraulici onesti.
Vengono anche persone con un livello di istruzione superiore, costrette ad accettare lavori modesti semplicemente perché non viene riconosciuto il loro titolo di studio: dottori che fanno i camerieri, ingegneri che fanno gli operai. Non possiamo però dimenticare che nell’Europa dell’Est, se il comunismo ha perso, il materialismo ha vinto. Ed incastrare un vecchio che ragiona a Viagra è uno scherzo per una topolona senza scrupoli, per una che sa sfruttare senza remore il suo corpo, per una “prostitutka”.



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